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La scena
biblica riprodotta sul coperchio
non ha un’interpretazione
univoca. A un primo sguardo si
può ravvisare l’episodio della
resurrezione di Lazzaro: la
posizione centrale della figura
femminile, Marta o Maria, sembra
esaltare la speranza della
futura resurrezione, poiché
Cristo dice a Marta di essere
lui stesso la resurrezione.
L’insolita distanza fra Cristo e
Lazzaro, insieme con la
centralità della figura
femminile, ha fatto poi
ipotizzare la fusione di due
episodi, secondo una formula che
si riscontra in sculture di
sarcofagi gallici e romani.
Secondo questa interpretazione
si proporrebbero insieme la
resurrezione di Lazzaro e il
risanamento dell’emorroissa.
Però, poiché secondo il racconto
biblico l’emorroissa tocca
Cristo, mentre la raffigurazione
non mostra un contatto, bensì la
donna protesa con le mani
aperte, vi si potrebbe vedere
anche il Noli me tangere.
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Perciò sia la
posizione centrale della figura
femminile in colloquio con
Cristo, sia la raffigurazione di
Cristo con una lunga bacchetta
tesa verso il sepolcro di
Lazzaro, sia la frequente
sovrapposizione fra Maria di
Betania, Maria la peccatrice e
Maria Maddalena, che scopre il
sepolcro vuoto e incontra poi il
Risorto, hanno recentemente
fatto ipotizzare la fusione
dell’episodio di Lazzaro e del
Noli me tangere. Verrebbe così
rafforzato, in una visuale
apocalittica, il concetto più
difficile e nodale del
Cristianesimo, quello della
Resurrezione stessa di Cristo.
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